Si vota in Agfhan…in Afaghnis…in Gafganis…di fianco al Pakistan

Dopo la guerra, dopo anni di presenza di militari stranieri a spiegare cos’è la democrazia attraverso un attento dosaggio di bastoni, carote e mine antiuomo, l’Afghanistan torna al voto. Dopo 13 anni, Hamid Karzai dovrà lasciare la poltrona più ambita, quella col vibromassaggio, e cedere il segno del comando, rappresentanto da quella specie di bidet di lana mortaccina che tiene sempre in testa. Accusato di corruzione, frode e brogli elettorali, Karzai è rimasto al potere grazie all’appoggio degli USA. Bush, richiesto di spiegazioni dal Congresso, rispose che gli ricordava Andreotti. “Per l’astuzia politica, Mr President?”, “No, per la gobba”. Nel corso delle votazioni, sono state arrestate quattro persone che cercavano di piazzare mille schede con i voti già segnati, tutti per Cosentino; e una donna è stata arrestata mentre cercava di votare con 22 schede, ovvero tre in meno della media. Infine, alcuni ordigni sono esplosi nei seggi di Kabul a dare il segnale di chiusura del voto.

I principali candidati alla successione di Karzai:

ABDULLAH ABDULLAH – Un tempo grande alleato di Karzai, Abdullah prese le distanze dal Presidente dopo la nomina a Ministro degli Esteri nel 2009, quando scoprì l’esistenza di altri paesi oltre il confine. I sondaggi lo danno in testa, con un consenso che dovrebbe oscillare tra il 25 ed il 31%. Le stesse percentuali che accreditarono a Veltroni.

ASHRAF GHANI AHMADZAI – Candidato indipendente. Che brutta parola. Ghani pensa che la permanenza delle truppe occidentali sul territorio afghano non sia sufficiente per portare la pace. Ci vogliono anche i Klingon. I sondaggi lo danno intorno al 25%. 26 col voto dei Klingon.

ZALMAI RASSOUL – Con una forbice che oscilla tra l’8% ed il 13%, Zalmai potrebbe giocare il ruolo di terzo incomodo. O, perlomeno, assicurare un taglio migliore di Kim Jong-un. Inizialmente considerato come un candidato debole, ha poi incassato il sostegno di Quayum Karzai, fratello di Hamid, e di Sardar Mohammad Nadir Naeem, cugino di Gigi D’Alessio.

ABDUL RASUL SAYYAF – Sostenuto dalla monarchia dell’Arabia Saudita, Sayyaf è l’esponente del partito Dawah, una forza politica che si ispira appunto all’islamismo wahhabita dei sauditi. Ma senza fare tutti quei versi strani. Sayyaf è considerato un esponente anti-occidentale ed è sicuramente quello che preoccupa di più gli Stati Uniti. E allora che cazzo ne parliamo a fare? Le sue preferenze andrebbero dal 6% al 10%. AHAHAH.

QUTBUDDIN HILAL – Al momento godrebbe solamente del 2% delle preferenze, è l’unico candidato a dirsi fermamente contrario alla presenza degli Stati Uniti sul territorio afghano. Quindi è già un successo che sia vivo.

[rostokkio]


'Si vota in Agfhan…in Afaghnis…in Gafganis…di fianco al Pakistan' has no comments

Be the first to comment this post!

Lascia un commento

ArsenaleK © 2016 - All rights reserved.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: