Par condicio ad personam

Un attore candidato, censurato da matrigna Rai

In Italia, una legge sul conflitto di interessi non l’abbiamo. Nemmeno una delle nostre leggiuncole spiritose che tanto ci rendono simpatici all’estero, tipo quella sulla par condicio. Sì perché la par condicio, da noi fa ridere davvero. Un conflitto di interessi è una situazione che si verifica quando viene affidata un’alta responsabilità decisionale a un soggetto che abbia interessi economici, personali o professionali in conflitto con l’imparzialità richiesta da tale responsabilità, che può venire meno visti tali interessi in causa.Molto divertente parlare di conflitto di interessi nel nostro Paese, dove per 20 anni ha governato uno con televisioni e aziende. E ancora, malgrado condanne penali e processi pendenti, ha il potere di far il bello e il brutto nel Paese che ama.

Con l’espressione latina par condicio (“parità di trattamento” oppure “pari condizioni”) si intendono quei criteri adottati dai mass-media nel garantire un’appropriata visibilità a tutti i partiti e movimenti politici. Pure questa questione, non può che generare ilarità: se hai potere e denaro parli, altrimenti arranchi, cercando di farti ascoltare. Ma non è sempre così. Ogni tanto, qualcuno, in questo caso la televisione di stato, si ricorda della par condicio. E cosa fa? Non manda in onda un pregiudicato condannato? No. Censura un attore. “Se Ivano Marescotti, candidato nella circoscrizione Nord-Est nella ‘Lista l’ altra Europa con Tsipras’, appare in una decina di scene nella fiction Una buona stagione, la Rai lo cancella a sua insaputa dall’intera puntata depennandolo perfino dai titoli di testa.” Avete capito bene. Marescotti si candida e viene censurato. E’ fantastico. La maggior parte dei telespettatori, se non i più colti e informati, non sanno nemmeno chi sia Marescotti, se non lo si associa ad una foto. Ma la Rai ritiene opportuno cancellarlo con un bel colpo di forbici. Via. Ivano Marescotti è un uomo di cultura e di spettacolo. Un bravissimo attore. Un uomo con una carriera alle spalle, un professionista serio. Inizia col teatro, col quale in Italia, purtroppo non si vive. Lavora fra gli altri con Mario Martone, Carlo Cecchi, Giampiero Solari, Giorgio Albertazzi. Si dedica poi prevalentemente al cinema. Interpreta oltre cinquanta film, lavorando con registi di indiscussa importanza, tra i quali i premi Oscar Anthony Minghella e Ridley Scott, Marco Risi, Roberto Benigni (Johnny Stecchino e Il mostro), Pupi Avati, Sandro Baldoni, Maurizio Nichetti, Carlo Mazzacurati, Antonello Grimaldi, Klaus Maria Brandauer, Antoine Fuqua. L’attività cinematografica gli frutta 6 nomination al Nastro d’Argento, che vince nel 2004. Dal 1993 inizia un approfondito lavoro di recupero del suo dialetto romagnolo, tornando in teatro con i testi di Raffaello Baldini, per poi rileggere e riscrivere alla sua maniera grandi come Dante e Ariosto .

Ha un’altra grande passione, la politica. Si candida a Strasburgo per la lista “L’altra Europa con Tsipras”. Ne ha il diritto, le capacità, la voglia.

Tutti fanno tutto. Ci sono medici, avvocati, cantanti, commercialisti. Hanno tutti un altro lavoro, ma si candidano. Marescotti ha girato la fiction due anni fa. Era lì pronta. Ed ecco, inspiegabile come solo in Italia si riesce, scoppia la polemica rispetto alla possibile propaganda politica sul piccolo schermo, all’indomani della quarta puntata di Una buona stagione. Marescotti è tra i protagonisti dello sceneggiato oramai da tre settimane, poi nel giro di poche ore il black out, anzi il taglia e cuci dei montatori, costretti da produttori (i fratelli De Angelis della Dap Italy ndr) e Rai a cancellarlo dalla scena e dalla storia. “La Rai ha compiuto un atto di cialtronaggine senza precedenti”, spiega Marescotti al fattoquotidiano.it, “Mi hanno cercato alle 9 della mattina di Pasqua e poi per tutto il giorno e anche a Pasquetta. Mi hanno fatto pressione, attraverso la mia agenzia, perché firmassi il nulla osta per autotagliarmi dalla fiction. Ovviamente ho risposto di no, più e più volte, e i produttori e la Rai hanno agito comunque senza il mio consenso”. Parecchie le scene con Marescotti scomparse all’improvviso per i quasi 4 milioni di spettatori che seguono la fiction giunta alla quarta puntata dell’ammiraglia Rai: “In Una buona stagione interpreto l’agronomo dell’azienda di viticoltori attorno a cui ruota il racconto e sono pure il padre della protagonista, non un ruolo da nulla”, prosegue Marescotti, “è davvero incredibile come siano riusciti a far scomparire le decine di scene girate. Mi chiedo cosa faranno di qui alla fine della serie. Nel finale ci sono perfino scene cruciali per lo svolgimento della trama in cui siamo tutti insieme: mica mi metteranno le strisce nere come si faceva 40 anni fa per le parti intime del corpo nude?”. La Rai tira in ballo la par condicio.

“Strano però“, riprende l’attore, “visto che domenica scorsa su Rai3 è andata in onda la fiction Raccontami. Lì non mi hanno tagliato e nessuno ha detto niente. Avrò fatto non so quante decine di fiction, oltre che un centinaio di film. E poi Una buona stagione l’abbiamo girata nel 2012”. L’arrabbiatura di Marescotti però non si ferma al danno d’immagine subito che lamenta a gran voce: “Qui non stiamo parlando più di par condicio, ma di manipolazione di un’ opera d’ingegno. Una cialtronaggine che danneggia tutti gli attori che lavorano con me, il regista, gli sceneggiatori, i montatori e soprattutto il pubblico che vede una roba manipolata e censurata. Bastava spostare la messa in onda a giugno, farla slittare dopo le elezioni”. Sembra incredibile, anzi lo è. Il nostro presidente del consiglia ha discusso e fatto accordi con un condannato in via definitiva per la legge elettorale. Quel condannato è sempre in TV, a propagandare se stesso. E’ incredibile perché negli ultimi venti anni di par condicio non ne abbiamo vista e la legge sul conflitto di interessi rimbalza di legislatura in legislatura senza trovare soluzione. E’ incredibile, perché in nostri politici e amministratori hanno decine di cariche e poltrone che fanno a pugni tra di loro. E perché un attore, un buon attore, un professionista, non può candidarsi senza rinunciare al proprio lavoro? E’ incredibile ed è profondamente ingiusto. E’ un’altra delle nostre buffonate all’italiana. Non vedo conflitti nel comportamento di Marescotti e soprattutto non vedo pari trattamento da parte della Rai.

Nicoletta Lucheroni

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/23/europee-marescotti-candidato-con- tsipras-la-rai-taglia-le-sue-scene-dalla-fiction/961310/


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