kotiompleanni 5 giugno

MARINA REI

Sono rimasto sbalordito quando ho scoperto che la cantante Marina Rei oltre ha cantare “Respiriamo l’aria e viviamo aspettando primaveeeera naaai nana!” sapesse anche suonare la batteria…e soprattutto che sapesse fare anche entrambe le cose contemporaneamente! Come Phill Collins! Poi indagando su questo suo incredibile talento, ho scoperto che non sono le uniche due cose che Marina riesce a fare contemporaneamente. Come tutte le donne è anche capace di: telefonare e stirare, cucinare e ascoltare il tg, guidare e mettersi il mascara, fare sesso e fare la lista della spesa, scrivere un romanzo e stappare una bottiglia di Refosco. Insomma sa fare tutte quelle cose che a noi uomini si rinfaccia continuamente di saper fare solo una per volta. Tranne Phill Collins ovviamente, che è ermafrodita. La verità è che Marina Rei è figlia di Enzo Restuccia, il batterista dell’orchestra di Ennio Morricone e quindi è stata educata a pane timpani e rullanti. Marina ha dichiarato recentemente in un intervista a Teddy Maloscia che la sua è stata un infanzia terribile. Il suo sogno era quello di potersi laureare in giurisprudenza ma con il padre che si esercitava sul rullante tutto il pomeriggio gli era impossibile studiare per gli esami. Inoltre il padre decideva di sedersi sullo sgabello del suo strumento sempre nei momenti meno opportuni. Mentre lei litigava con il suo ragazzo, lui testava la resistenza delle pelli dei timpani. Quando ad una cena con amici Marina faceva una freddura che passava quasi inosservata il padre decideva di sottolinearne l’inefficacia con il classico: “tu tu cià!”. Enzo Restuccia è sempre stato un estimatore della musica, per così dire “colta”, lontana dai meccanismi del mercato e del commercio discografico. Così all’età di 21 anni Marina decide di fargli pagare tutto per quell’infanzia terribile…diventando lei stessa in prima persona una pop star! Oggi Marina festeggia i suoi anni dando fuoco ad una Pearl del 52’ comprata ad un asta esclusivamente per soddisfare questo suo capriccio…dopotutto Marina è pur sempre il tuo compleanno! Auguri!

KEN FOLLETT

Oggi compie gli anni il Golem della letteratura di massa, (secondo solo a Stephen King) il Moccia anglosassone del mondo dei thriller, ma soprattutto l’uomo che scrisse il libro che restò chiuso sul comodino di mio zio per quasi tre decadi. Il signor Ken Follett nasce a Cardiff il 5 giugno del 1949 e fin dai primi anni d’infanzia sviluppa una vera e propria ossessione per la letteratura…non per il calcio, non per il rock and roll e nemmeno per la lippa…una passione per la letteratura all’età di tre anni. Inutile dire che l’infanzia di Ken non è stata un infanzia felice, i bambini non lo chiamavano mai per uscire a fare macello e a scuola tutti lo sfottevano (con un vero humor inglese da terza elementare) perché il suo nome ricordava quello di Ken il guerriero ma il suo cognome rievocava inevitabilmente l’immaginario dei piccoli aiutanti di Babbo Natale, creando questo nome ibrido che scatenava l’ilarità di tutti durante l’appello. Una ferita enorme per l’autostima dello scrittore che si riemarginerà solo nel gennaio del 2008 in occasione della presentazione di un suo libro, dove si troverà a scoprire una statua che lo ritrae a grandezza naturale, opera dello scultore basco Casto Solana. Ken Follett scrive i suoi romanzi oscillando tra diversi immaginari, nel corso della sua carriera ha toccato il genere del classico thriller di spionaggio, poi attorno a gli anni novanta commette “l’errore”: scrive I pilastri della terra, un romanzo ambientato nell’Inghilterra medievale che incuriosisce e delude niente di meno che il nostro Umberto Eco. Tra i due inizierà un diverbio infinito al quale nessuno, tutt’oggi, ha messo la parola fine. Poco prima della pubblicazione del libro La caduta dei giganti, Follett è stato aspramente criticato da Umberto Eco, il quale ha affermato: “Mette in scena improbabili avventure e inverosimili, prendendo per i fondelli il pubblico. Le sue sono sciatterie nanesche“. Questa frase fece riaffiorare i ricordi di un’infanzia terribile di Ken (guerriero) Follett (nanetto) che replicò: “Ne Il nome della rosa vi è una parte centrale molto descrittiva e noiosa, io evito di annoiare mortalmente il mio pubblico. La mia è storia con la ‘S’ maiuscola”  E aggiunse con aria distinta: “Gne gne gne gne gne gneeee!”

ENRICO RUGGERI

Enrico Ruggeri ha sempre nascosto un segreto. Gli inizi della carriera musicale di Ruggeri risalgono al 1972, a 15 anni fonda il suo primo gruppo, gli “Josafat”, che nel 1974si trasformano, in Champagne Molotov (nome che ricorrerà spesso nella prima parte della carriera solista del cantautore)…in questo periodo della sua carriera musicale, tutti noteranno un atteggiamento particolare di Ruggero, sia sul palco che nei camerini. Il suo modo di comporre canzoni è distaccato, matematico, analitico, come se seguisse un codice assoluto che lo regola dall’alto, come se dietro la scrittura di quei testi e quegli accordi non ci fosse davvero lui. Con la band si esprime con poche parole chiare e concise, fisicamente è in sala prove con la sua Fender strato, ma nel suo sguardo di ghiaccio s’intravede una presenza che lo allontana dal quel mondo. E non è solo colpa dell’ LSD. Durante la stagione di X-Factor che lo vede come giudice e vocal coach Ruggero comincia a lanciare dei segnali, spesso si rivolge a gli altri parlando di se in terza persona o utilizzando addirittura un inquietante “Noi”. E con il suo sbarco alla conduzione di Mistero, proprio in una puntata del programma che lui sta presentando il suo segreto viene palesemente svelato. Enrico Ruggeri è un rettiliano, un rettiliano che è stato spedito sulla terra con lo scopo di analizzare le dinamiche sociali dell’essere umano. Oggi soffierà le candeline su un ologramma a forma di torta che i suoi connazionali (complanetari) proietteranno dall’astronave madre Freghuox fino al giardino di casa. Lui saluterà con il palmo della mano rivolto al cielo (come previsto dal rituale) indosserà nuovamente la maschera da Ruggeri e continuerà indisturbato il suo lavoro di esploratore galattico. Buon compleanno Enrico!

PANCHO VILLA

Conosciuto da tutti come il rivoluzionario più combattivo, giusto e sanguinoso del Messico, oggi avrebbe compiuto gli anni anche il famigerato Pancho Villa! Forse non tutti sanno che il sogno nel cassetto di questo baffuto sudamericano, si allontana enormemente dalla dimensione della guerrilla. Il caro Pancho voleva fare lo stilista. Fu lui infatti il trend setter che portò i baffi alla messicana per primo, lanciando così la monda e fu lui il primo messicano a portare il sombrero. Prima ancora di quei due dell’esta tè! Una mattina si alzò, guardo dalla finestra del suo rifugio e notò con dispiacere che molti messicani, nello svolgersi della quotidiana sparatoria delle 8:30 erano costretti a prendere la mira, caricare e sparare con le loro pistole, il tutto con l’impaccio in mano un ombrellino di pizzo per ripararsi dal sole. Oltre ad essere una soluzione poco pratica Pancho la definì esteticamente aberrante. Così Pancho Raban Villa decise di creare il primo prototipo di sombrero. Tra le altre mode che lanciò ci fu quella del monociglio, che purtroppo riscosse successo solo tra le donne (una su tutte la pittrice Frida Kalo). Anche l’utilizzo del poncho di alpaca fu una sua idea, per scaldare i messicani che sotto l’ombra del sombrero cominciavano ad aver freddo. Oggi avrebbe festeggiato sorseggiando tequila da un flute di cristallo alla presentazione della nuova linea primavera estate di Valentino, e il suo look li avrebbe ancora fatti sfigurare tutti. Auguri Pancho!

by Elia Morra

illustrated by Gava

 

 

 


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