kotiompleanni 29 giugno

Oggi sono nati Giacomo Leopardi, Giorgio Napolitano e Leo Junior: tre buoni motivi per toccarsi le palle.

Giacomo Leopardi († 1837): Poeta e filosofo. Il pessimismo che trasuda dalle sue opere è riscontrabile ancora oggi su “Il Sole 24 Ore” alla voce “ripresa”. Quanta, la malasorte che si accanì su questo romantico vate; quanto, l’amore sprecato per Silvia che lo portò a restare per tutta la vita un passero solitario. Colpito da un numero tale di malanni e dolori da farne un caso degno di “Gray’s Anatomy”, ebbe, per contrappasso, un enorme talento lirico che lo pone di diritto tra i più grandi poeti di sempre. La sua penna si mosse più feroce e crudele di qualsiasi bersagliere, e i suoi canti sono ancora oggi tra i più amati dagli italiani, eccetto Balotelli, che preferisce Emis Killa.

Giorgio Napolitano (89): Oggi compie gli anni il Presidente della Repubblica Italiana. Colui che non ebbe cuore di fare “il gran rifiuto”, accettando di restare Capo dello Stato anche avendo superato di oltre dieci anni l’età pensionabile. Agli italiani ha dichiarato: “Resto per il bene del Paese”. Ai suoi cari pare abbia detto: “Non mi avrebbero pagato il trasloco.” Secondo un’indagine di settore risulta il monumento di Roma preferito dai vips: al Colle, solo nell’ultimo anno, sono andati a trovarlo la Regina d’Inghilterra, Barack Obama, François Hollande, Angela Merkel, Papa Francesco e, più volte, Renzi. Tutti hanno affermato la stessa cosa: “Sì. E’ ancora vivo.” A dire il vero, c’è andato anche Silvio Berlusconi, ma lui l’ha fatto come opera di volontariato. Dal canto suo, Giorgio Napolitano esce solo più per andare ai funerali, quindi, se lo incontrate per strada fatevi il segno della croce; sinceramente, preferirei vederlo a Milano a pontificare, con un crocchio di anziani, sul giusto uso della cazzuola al cantiere dell’Expo. Giorgio Napolitano è l’esempio vivente che è meglio pensarci due volte prima di augurare a qualcuno “100 di questi giorni.”

Leovegildo Lins da Gama, detto Junior (60): Grandissimo fuoriclasse brasiliano del pallone, capace di interpretare qualsiasi ruolo in difesa e centrocampo. La sua classe sopraffina è ancora negli occhi di tutti gli italiani, quando, ai mondiali di Spagna ’82, lanciò a rete Paolo Rossi con un assist al bacio, ricevendo gli applausi di Antognoni e Conti. Il debito d’onore dell’Italia nei suoi confronti venne saldato nel 1984, quando venne a giocare nel Torino. “Batteremo la Juve e le milanesi”, disse: infatti. Toro secondo dietro al Verona.

by TeneBrosio

illustrated by Gava


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