La mandi un piacione a Firenze

La porti un bidone a Firenze

Renzi apre la Leopolda. Lo dicevo io che con quel nome doveva essere una cozza.

Cuperlo attacca Renzi: «Vuole un partito parallelo». Per non incontrarti mai.

Renzi: «L’Italia è un paese scalabile». Rispetto agli specchi, che vuoi che sia.

La Boschi: «Tra Fanfani e Berlinguer scelgo il primo perché è di Arezzo come me». Meno male che non è di Braunau am Inn.

Renzi: «Civati, la Leopolda è casa tua». Vuol fargli pagare la Tasi.

Il Ministro Madia scambiata per una stagista. Quando si sono accorti dell’equivoco aveva già tirato su 200€.mattonrotti

Serracchiani: «Lavoro e dignità sono anche nostre parole». Caramelle non ne voglio più.

Matteo Renzi cita Moskovitz: «Il successo è il mix tra fortuna e duro lavoro». Poi ci sono i casi in cui diventi premier con destrezza.

Renzi cita Roosevelt: «Fate ciò che potete, con ciò che avete, dove siete». La so: il clochard.

Jovanotti alla Leopolda. Noi lo prendevamo per scemo quando metteva insieme madre Teresa e Che Guevara. Aveva ragione lui.

Fassina: «Da Renzi voglio domande precise». “Fassina chi?” non era abbastanza precisa?

 

Garage inc.

La scenografia allestita è quella di un garage americano. Si vedono spuntare le gambe della Camusso da una ghiacciaia.

Sui banconi sono presenti arnesi da elettricista e una bicicletta da riparare. Aspettano un fulmine per rianimarla.

Renzi: «Il garage è il luogo in cui si coltivano idee!». Io ho degli amici che ci coltivano altro.

Spiccano cartelli con frasi come “Manca di immaginazione e non ha idee originali”, pronunciata dal Direttore del giornale che licenziò Walt Disney. C’è anche #Enricostaisereno

Renzi: «C’è una macchina da rimettere in moto». E guarda caso, è una Fiat.

“Qui parla l’Italia che crea lavoro”. All’estero.

Lo slogan della Leopolda è una citazione di Bob Marley. Anche se quello era un altro genere di fumo.

Renzi: «Farò al massimo due mandati». E anche la nuova legge elettorale è fatta.

“Al massimo due mandati”. Uno è per il babbo.

A volte penso che Renzi sia la tribute band di Berlusconi.

Alla convention è arrivato anche Fabio Volo. Pare riesca a sentire odore di qualunquismo da cinquecento chilometri di distanza.

Fabio Volo: «Non ho parlato alla Leopolda. Ho fatto un servizio per Rai3, inviato per Fazio. Avete rotto il cazzo». Stavolta lo Strega non glielo leva nessuno.

Il finanziere Serra alla Leopolda: «Mi piace questo PD». Diventerà azionista.

Per Serra, lo sciopero non è un diritto ma un costo. Cerca consensi per reintrodurre le nerbate.

Serracchiani: «Gli imprenditori non sono più padroni». Col Jobs Act saranno promossi a sovrani assoluti.

Debora  Serracchiani: «Lavoro, dignità, uguaglianza sono anche le nostre parole». E si aggiudica l’incontro a Ruzzle.

 

Binario Morto

Renzi prepara il futuro degli italiani in una stazione: «Sceglietevi la panchina dove dormire».

«Non esiste più il pagjosto fisso». Ok, ma almeno Babbo Natale?

Civati deciderà se restare nel PD o meno. Il tempo di trovare una margherita.

Renzi: «La nuova sfida è prendersi carico di chi il lavoro l’ha perso». Tipo trovargli un cartone nuovo.

«Il posto fisso non esiste più». Letta se ne è già accorto.

Anche la Boschi con un giubbotto di pelle. Di operaio.

«Lei preferisce Fanfani o Berlinguer?». Sarà il test che sostituirà l’Etilometro.

Dopo la Leopolda bisognerà mettere i diritti dei lavoratori un’era indietro.

Renzi: «Conto su di voi almeno quanto voi contate su di me». Comunque sono sempre 80 euro.

Si dimette il senatore Tocci ed entra Genny Migliore. Si passa dalla rottamazione alla permuta.

Intanto, alla manifestazione della CGIL a Roma, i musicisti dell’Opera hanno eseguito sul palco “Nessun dorma”. Troppo tardi.

Chiude la Leopolda. Molti relatori illustri, tante idee innovative, in particolare quelle di Gelli.

 

Le trattative che non ti ho detto

Trattativa Stato-Mafia, Napolitano testimonia in aula in qualità di persona informata sul trattino.

Durante la deposizione non è stata mai usata la parola “trattativa”. Era più congeorgesono “inciucio”.

Durante la deposizione di Napolitano non è stata mai utilizzata la parola “trattativa”. E neanche supercalifragilistichespiralidoso.

La tattica difensiva del Presidente. Magistrato: «Ora le faremo 20 domande, va bene?», Napolitano: «Sì. Ve ne restano 19».

Porte blindate per la deposizione. Non vogliono che trapeli il benché minimo «non ricordo».

Napolitano: «Riforma della Giustizia non più rinviabile». Manco l’avessero chiamato a testimoniare sulla trattativa Stato-mafia.

Guzzanti: «Senza trattativa Stato-mafia Gasparri farebbe l’elettrauto». Io pensavo la cavia a Green Hill.

Chissà quando vedremo il presidente Andrea Agnelli deporre sulla trattativa Juve-Rocchi.

rep

A cura di ArsenaleK – Autori: Andre21, Avvocato Brosisky, Danilo Petrelli, El Morisco, Enzofilia, Faberbros, Fabrizio Gilli, Filipio, FraClaps, Franco Kappa, Gb_Durden, Giulysua, Heliandros, LizzyTSdrumo, Lvix, Marco Camillieri, Mikus RB, Jackbass, Paolo De Santis, Riccardo Brosio, Rostokkio, Tanuccio – Illustrazioni: Mangla, Baronda, MrAGJ, Filipio – Arti  figurative: Andre21]

 

ArsenaleK


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