RAPHAEL GUALAZZI

RAPHAEL GUALAZZI   by Francesco Brescia

Il bambino Raphael Gualazzi nasce ad Urbino l’11 novembre 1981. O meglio il bambino Raffaele Gualazzi nasce ad Urbino ’11 novembre 1981. Che sarebbe San Martino. La festa dei cornuti. Quando si dice il karma.

Dopo aver intrapreso gli studi di pianoforte, estende la sua ricerca musicale anche nel campo del Jazz, del Blues e della Fusion, unendo la tecnica Rag-time dei primi anni del ‘900 con le sonorità tipiche del pre-jazz e dello stride-piano, senza trascurare le influenze più innovative del Rhytm & Blues, del Clenil e del Fluimucil. Enterogermina se si dovessero manifestare problemi intestinali. Nel 2008 reinterpreta in chiave funky e no-look “Georgia on my mind”, approfittando chiaramente del fatto che Ray Charles avesse tirato le cuoia da qualche anno.

Nel settembre del 2009 incontra la produttrice Caterina Caselli, che lo scambia per il ragazzino del bar e gli ordina un macchiato caldo ed un cornetto mandorlato. E’ la svolta della sua vita: Gualazzi capisce qual è la sua strada ed apre una tavola calda col fratello Gualazzo Gualazzi. Ma poi purtroppo la Sugar gli offre un contratto discografico e questo ricomincia a suonare.

Il successo arriva prima in Francia, e già sappiamo quanto ne capiscano poco di musica quelli lì. Poi anche da noi, al Festival di Sanremo, con il brano ‘ Follia d’amore’, col quale si aggiudica oltre al primo posto della categoria Giovani, il Premio della Critica, il premio della Sala Stampa Radio e Tv, la tovaglia di fiandra del Mulino Bianco ed il pallone dei Ringo Boys con la firma di Kakà.
Dopo Sanremo, Gualazzi partecipa all’Eurovision Song Contest a Düsseldorf dove si classifica secondo dietro un duo danese di ex metalmeccanici che cantano un pezzo su come sbiondirsi i capelli usando l’urina reciproca.

Nel frattempo il successo si espande anche alla Germania, dove nella primavera di quest’anno la storica WDR Symphony Orchestra di Colonia dedica un tributo al giovane artista, eseguendo in diretta radiofonica nazionale il suo repertorio, in un cd che sarà usato per progetti di eutanasia rapida in alcune case di riposo di Dusseldorf.

Ma la vera consacrazione oltre i confini nazionali avviene in occasione del primo International Jazz Day tenutosi lo scorso 27 aprile presso la sede UNESCO di Parigi, dove il pianista e compositore italiano, che ricordiamo non ha ancora fatto lo sviluppo, fa ufficialmente il suo ingresso nell’olimpo mondiale della musica jazz aprendo con un suo concerto la giornata celebrativa voluta da Herbie Hancock nel quartier generale dell’UNESCO a Parigi. E poi torna a giocare coi Lego.

[Francesco Brescia]

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