RENZO RUBINO

Renzo Rubino, all’anagrafe Oronzo Rubino. Il suo più che un nome d’arte può essere considerato un nome di necessità. Costretto, infatti, a cambiarlo all’età di 6 anni con l’inizio delle scuole, il giorno in cui la maestra spiegò le rime .
Cantautore italiano sconosciuto, nasce a Martina Franca (TA) nello stesso giorno di Giovanni Trapattoni ( esticazzi ndr ): il 17 marzo 1988, sotto il segno dei pesci. Ascendente salmone affumicato, per i primi 6 anni di vita con il famoso allenatore ha condiviso Strunz.
Il padre Topazio, organizzatore di eventi e spettacoli, lo voleva avvocato, quindi non possiamo prendercela neanche con lui. Purtroppo l’udito di Renzo era andato già in dolce età e non ha potuto seguire il consiglio.
Per evitare danni a cose, nomi, persone, luoghi e città inizia studiare pianoforte e canto lontano da tutti, in un piccolo trullo sperduto nelle campagne. Ma viene scoperto e fatto sgomberare dagli ispettori dell’UNESCO.
A 16 anni finge di essere un pianista (gli è riuscito benissimo) londinese, per partecipare a un festival organizzato da Topazio, esibendosi con parrucca, maschera, occhialoni e baffi finti. Dopo il primo acuto è stato riconosciuto dai parenti ed ha rischiato il linciaggio familiare.
A 19 anni si intrufola ad un concerto di Al Bano dedicato alla Madonna dei menù di Benedetta Parodi in Caressa . Apre lo spettacolo dopo aver convinto i promoter di essere il gruppo spalla cotta senza polifosfati della serata. All’uscita del cantante di Cellino San Marco sul palco si compie il dramma: tutto il pubblico è andato via. Al Bano viene trattenuto con difficoltà dagli steward mentre lancia acuti a destra e a manca, ma Renzo riesce a scappare.
L’anno dopo diventa il leader della resident band dello “Show Girl”, noto night club della sua zona, dove se avesse voluto farsi notare avrebbe fatto meglio a fare la spogliarellista.
Pronto a qualsiasi sacrificio a vent’anni vende tutto quello che possiede (una FIAT 127 Panorama non revisionata, un Sega Master System e l’album completo delle figurine di Dragon Ball) e si trasferisce a Ravenna per frequentare i corsi giornalieri del CPM che si tengono a Milano. Ravenna – Milano, Milano – Ravenna ogni giorno, 294 km all’andata e altrettanti al ritorno. Un genio!
Il 2011 è l’anno del suo primo album “Farfavole” prodotto dall’etichetta discografica Spaghetti Cozze e Vongole Record . Il CD si sarebbe dovuto chiamare “Farfalle”, ma purtroppo il giorno in cui a depositato il nome ha avuto un grave attacco di balbuzie.
Sempre nello stesso anno con il singolo “Bignè” si esibisce come ospite non invitato in tutte le sagre della bombetta e del capocollo sparse nella Valle D’Itria ricevendo il premio “Musicolture” direttamente dalle mani di Mengacci.
Nel 2013 partecipa, nella categoria giovani, al Festival di Sanremo con il brano “Il Postino” che tratta la tematica dell’amore gay scatenando le ire di Povia. Uno scontro tra luminari. Il brano rimase parzialmente incompreso, la maggior parte dei suoi fan si chiedeva infatti ‘ ma dove sarà questo posto così piccolo ? ‘.
Riesce finalmente ad arrivare sul podio di una gara canora. Terzo su tre concorrenti, che è sempre un buon risultato. Vincendo una birra Moretti da 33.
La direzione artistica del Festival di Sanremo lo invita a partecipare all’edizione del 2014, selezionando i brani “Ora” e “Per sempre e poi basta”.
Confermando le sue doti intellettive, rischia l’espulsione dalla kermesse per aver eseguito “Ora” in una trasmissione radiofonica.
Pare che Fabio Fazio, non appena appresa la notizia, gli abbia inviato un SMS conciso ma corposo che gli ha fatto ricordare l’infanzia: “sei veramente un Oronzo”.
E’ di oggi la notizia , che dopo 26 volte, Oronzo Rubino è stato fatto entrare nel backstage di Sanremo senza dover mostrare il pass alla security.

[Michele Todaro]
 

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